Clavicembalo: quando è nato, chi l’ha inventato
Le caratteristiche e curiosità su uno strumento che ha fatto la storia della musica

Il clavicembalo è uno degli strumenti musicali più affascinanti della storia: protagonista della musica barocca e padre del pianoforte moderno. La sua storia attraversa secoli di evoluzione musicale, dalle corti rinascimentali fino alle sale da concerto odierne.
In questo approfondimento scopriremo quando è nato il clavicembalo, chi lo ha inventato, come funziona, quali sono le sue caratteristiche e perché oggi continua a essere studiato e suonato.
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Il clavicembalo: cos’è e come funziona
Il clavicembalo è uno strumento musicale a corde pizzicate. A differenza del pianoforte, in cui le corde vengono percosse da piccoli martelletti, nel clavicembalo le corde vengono pizzicate da un meccanismo interno ogni volta che si preme un tasto.
Ogni tasto è collegato a un “salterello”, una piccola levetta in legno che termina con una penna (una linguetta di penna d’oca o plastica). Quando si preme il tasto, il salterello sale e la penna pizzica la corda, producendo il suono.
Il risultato è un timbro brillante, cristallino e leggero, perfetto per eseguire brani barocchi o musica da camera.
Questo è il motivo per cui lo si definisce spesso strumento clavicembalo barocco: perché è legato a uno dei periodi più ricchi e raffinati della storia musicale europea.
Quando è nato il clavicembalo e chi lo ha inventato
La storia del clavicembalo inizia tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, probabilmente nel XIV secolo. Non esiste un solo inventore, ma diversi artigiani e costruttori contribuirono a perfezionarlo in varie parti d’Europa.
Tra i primi strumenti simili troviamo la psalterium e la dulcimer, da cui il clavicembalo ereditò l’idea delle corde pizzicate.
Le prime testimonianze scritte del termine “clavicembalo” risalgono al 1400, e alcuni dei primi esemplari sono attribuiti a costruttori italiani e fiamminghi.
Nel corso dei secoli, il clavicembalo divenne sempre più complesso e raffinato.
Nel Seicento e nel Settecento, le botteghe dei Ruckers (in Belgio) e quelle italiane costruirono strumenti considerati ancora oggi capolavori assoluti.
Un nome importante nella sua evoluzione è quello di Bartolomeo Cristofori, l’artigiano italiano che — partendo proprio dal clavicembalo — inventò il pianoforte all’inizio del Settecento.
Le parti del clavicembalo e le sue caratteristiche principali
Il clavicembalo ha una forma allungata, simile a quella di un pianoforte a coda, ma più leggera e snella.
Vediamo quali sono le sue parti principali:
- Tastiera: formata da tasti bianchi e neri (inversi rispetto al pianoforte nei modelli antichi).
- Corde: disposte in modo parallelo e pizzicate dalle penne.
- Salterelli: piccole levette che azionano le penne per pizzicare le corde.
- Ponticello e cassa armonica: amplificano la vibrazione delle corde.
- Coperchio: spesso decorato con motivi floreali o scene mitologiche.
Le caratteristiche del clavicembalo sono rappresentate da un suono chiaro e definito, ma anche dall’impossibilità di variare l’intensità del suono in base alla pressione del dito: non si può fare “piano” o “forte” (da cui il nome pianoforte), ma solo modificare leggermente il timbro usando più registri o tastiere.
Perché il clavicembalo ha due tastiere
Alcuni clavicembali, soprattutto quelli barocchi, hanno due tastiere sovrapposte.
Questa caratteristica serviva a ottenere due suoni diversi o a cambiare registro (cioè il timbro) senza dover toccare manualmente il meccanismo.
Le due tastiere permettono anche di sovrapporre parti musicali o eseguire dialoghi tra due “voci” differenti, una funzione molto apprezzata nei brani complessi del periodo barocco.
È per questo che il clavicembalo a due tastiere è uno degli strumenti simbolo della musica di Bach, Handel e Scarlatti.

Clavicembalo, clavicordo e pianoforte: le principali differenze
Il clavicembalo appartiene a una grande famiglia di strumenti a tastiera, che comprende anche il clavicordo e il pianoforte.
Sebbene possano sembrare simili, le differenze tra loro sono sostanziali.
Differenze tra clavicordo e clavicembalo
Il clavicordo è uno strumento più piccolo e silenzioso.
Nel clavicordo le corde vengono percosse da una lamina di metallo (chiamata tangente) e non pizzicate. Questo permette di controllare la dinamica e ottenere sfumature di volume (piano o forte), ma con un suono più debole e intimo.
Il clavicembalo, invece, ha un suono più brillante e penetrante, adatto a sale più grandi.
Differenze tra clavicembalo e pianoforte
Il pianoforte nasce proprio come evoluzione del clavicembalo (qui la storia).
Cristofori, il suo inventore, cercava uno strumento che permettesse di modulare il volume del suono a seconda della forza con cui si premono i tasti.
Nel pianoforte, le corde vengono percosse da martelletti rivestiti di feltro, mentre nel clavicembalo vengono pizzicate da penne.
Per questo motivo, il pianoforte è più espressivo e versatile, e nel tempo ha sostituito il clavicembalo nelle orchestre e nella musica moderna.
Tabella riassuntiva – Differenze tra clavicembalo, clavicordo e pianoforte
| Caratteristica | Clavicembalo | Clavicordo | Pianoforte |
| Tipo di suono | Corde pizzicate | Corde percosse da tangente | Corde percosse da martelletti |
| Controllo del volume | Nessuno (suono sempre uguale) | Limitato | Completo (piano e forte) |
| Timbro | Brillante e metallico | Dolce e intimo | Pieno e dinamico |
| Epoca principale | Rinascimento-Barocco | Rinascimento | Dal 1700 in poi |
| Uso attuale | Musica antica, barocca | Studio e ricostruzioni | Tutti i generi musicali |
Perché si chiama clavicembalo
Il nome “clavicembalo” deriva dal latino clavis (tasto) e cymbalum (piatto o cembalo, uno strumento a percussione).
Letteralmente, quindi, significa “strumento a tasti che suona come un cembalo”.
Nei diversi paesi europei il nome cambiava leggermente:
- In inglese: harpsichord
- In francese: clavecin
- In tedesco: Cembalo
Tutti questi nomi indicano lo stesso tipo di strumento.
Come si suona il clavicembalo e chi lo suona
Il modo di suonare il clavicembalo è simile a quello del pianoforte, ma richiede un tocco molto più leggero e preciso.
Poiché non è possibile controllare il volume del suono, l’espressività deriva soprattutto dall’articolazione (cioè dal modo di toccare i tasti) e dalla decorazione melodica tipica della musica barocca.
Chi suona il clavicembalo si chiama clavicembalista.
Oggi questa figura è molto apprezzata nelle orchestre barocche e nelle scuole di musica che valorizzano gli strumenti antichi.
Il clavicembalo oggi: tra musica barocca e ricerca storica
Oggi il clavicembalo vive una nuova stagione di successo.
Grazie al crescente interesse per la musica barocca e per le esecuzioni filologiche (cioè rispettose del suono e dello stile dell’epoca), molti musicisti e appassionati hanno riscoperto questo strumento.
Inoltre, nelle scuole di musica e nei conservatori, lo studio del clavicembalo è diventato parte importante dei corsi di musica antica.
Curiosità sul clavicembalo
- I clavicembali antichi possono raggiungere valori molto alti, e il prezzo di un clavicembalo moderno di buona qualità può variare dai 10.000 ai 30.000 euro, a seconda dei materiali e del costruttore.
- Alcuni modelli decorativi del Seicento erano dipinti e dorati, vere e proprie opere d’arte.
- Il clavicembalo è ancora oggi usato in musica contemporanea e colonne sonore, per evocare atmosfere antiche o solenni.
- Ogni strumento è unico nel timbro, perché costruito a mano.
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Conoscere la storia del clavicembalo significa capire le radici della musica moderna e dell’evoluzione del pianoforte.
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